4 / 12 OTTOBRE 2019 - VICENZA

CI.TE.MO.S. in tour alla Gläserne Manufaktur di Dresda

Il gruppo Volkswagen sta investendo fortemente le proprie risorse in Sassonia, per rendere questa regione il polo europeo della mobilità elettrica. Ad ora, due sono le città verso cui ogni cultore della mobilità sostenibile dovrebbe rivolgere la propria attenzione: Dresda e Zwickau.
La prima è nota quale base d’assemblaggio della Golf elettrica (e-Golf), mentre nella seconda sono dislocati gli studi di progettazione e futura costruzione della nuova Volkswagen I.D.

Il team di CI.TE.MO.S., di cui ricordiamo le date di svolgimento del Festival nazionale a Vicenza tra il 4 ed il 12 ottobre, ha colto l’occasione di poter visitare la Gläserne Manufaktur di Dresda.
Quanto ci ha più entusiasmato è stata la possibilità, per i visitatori, d’accedere alle aree di produzione della fabbrica in totale trasparenza, data soprattutto dalla conformazione a pareti di vetro della struttura: elemento che ha decretato l’attribuzione alla stessa del soprannome di “Volkswagen Transparent Factory”.
Il tour, comprensivo di visita alla mostra sull’ e-mobility, accesso all’area di assemblaggio e produzione, possibilità d’effettuare test stradali e comparare l’efficienza e la velocità delle varie tipologie di power station, ha la capacità di offrire ai visitatori gli strumenti per valutare i benefici riguardanti la conversione all’elettrico e dissipare, allo stesso tempo, i dubbi e le riserve dei più scettici.

Vi è inoltre la possibilità, per gli acquirenti dei veicoli elettrici, di poter essere coinvolti direttamente in quattro specifiche fasi di assemblaggio della propria auto, tra cui quella del “matrimonio”, termine utilizzato, in gergo tecnico, per indicare il momento in cui il corpo della macchina e il motore vengono uniti sulla piattaforma di costruzione.

CI.TE.MO.S. A CISTERNA DI LATINA PER IL DECENNALE DI PO.MO.S.

Lo scorso 18 Febbraio, il team di CI.TE.MO.S. è andato a Cisterna di Latina per festeggiare il decimo anniversario della fondazione di PO.MO.S. (Polo per la Mobilità Sostenibile), uno degli importanti partner tecnici del Festival vicentino, che quest’anno prenderà vita tra il 4 ed il 12 ottobre.
Il PO.MO.S. dell’Università La Sapienza di Roma è nato con lo scopo di valorizzare il sapere scientifico costruendo un ponte tra i laboratori di ricerca e i mercati collegati alla mobilità sostenibile, all’efficienza energetica e alla pianificazione territoriale.
Nel corso dell’affollato evento si è svolta una tavola rotonda sui temi dell’innovazione scientifica e tecnologica, coordinata dal “padrone di casa”, il prof. Fabio Massimo Frattale Mascioli, Responsabile Scientifico di PO.MO.S., il quale ha dichiarato l’importanza delle attività di ricerca e la tenacia di chi opera in questo settore.
Sono susseguiti il Sottosegretario di Stato Claudio Durigon, che ha partecipato in rappresentanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il cui discorso ha portato enfasi all’importanza della tematica ambientale quale nuova fonte per l’occupazione e la crescita economica del Paese, e l’Eurodeputato Dario Tamburrano, che è intervenuto riportando le nuove manovre avanzate in sede europea riguardo il Clean Energy Package, ovvero un insieme d’iniziative finalizzate a rendere l’UE ancor più competitiva nelle fasi di transizione energetica, potendo così ridefinire il mercato elettrico europeo.
Hanno concluso l’incontro il prof. Giuseppe Bonifazi, direttore del CE.R.SI.TE.S. (Centro Ricerche e Servizi per l’Innovazione Tecnologica e Sostenibile dell’Università La Sapienza, e il prof. Gianni Orlandi, Consigliere per le Politiche Universitarie della Sapienza e ordinario di elettrotecnica al D.I.E.T. (Dipartimento d’Ingegneria dell’Informazione, Elettronica e Telecomunicazioni), i quali hanno rilanciato sull’importanza delle università e della ricerca nello sviluppo del territorio.
A chiudere la sessione il Prorettore alle Politiche Energetiche della Sapienza, prof. Livio De Santoli, che nel suo intervento ha specificato quanto non solo l’attività di ricerca di PO.MO.S., ma di tutte le altre start-up italiane nate in seno a contesti universitari possano definirsi, per l’attenzione e la passione rivolta allo sviluppo di nuovi progetti, come il motore capace di trainare la Nazione al di fuori della crisi.

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