Percorsi formativi per carrozzieri e meccanici

Finalizzati ad accrescere la tua consapevolezza rispetto alla frenetica evoluzione dell’automotive. Un mercato che impone, di fatto, la necessità di colmare il gap tecnico, professionale e imprenditoriale originato dalla diversa velocità di cambiamento legata all’evoluzione tecnologica e alle nuove direttive comunitarie per l’omologazione dei veicoli.

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GESTIONE ECONOMICA DELL’OFFICINA: I PRINCIPI

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SISTEMI ADAS
(Advanced Driver Assistance Systems)

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VEICOLI IBRIDI ED ELETTRICI E CERTIFICAZIONI

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VEICOLI ELETTRICI E TECNOLOGIE DI RICARICA

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Una maggior conoscenza per meglio promuovere il tuo saper fare e passare da fornitore di servizi di riparazione a servizi per le auto elettriche. Un’officina quindi  sempre più un hub di competenza tecnologica per la mobilità sostenibile.

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CI.TE.MO.S. 2020

PROTAGONISTI CI.TE.MO.S. 2020

Eco News Quattroruote

  • Svelata la nuova piattaforma per la mobilità

    La Seat ha creato una piattaforma dedicata alla gestione delle flotte di veicoli per le aziende che operano nel mondo della mobilità multimodale. Della realizzazione si è occupato il Seat:Code, il centro di sviluppo software della Casa spagnola dedicato alla creazione di applicazioni e soluzioni digitali per tutto il gruppo Volkswagen.

    Un nuovo modo di fare sharing. Questo sistema, che sarà messo a disposizione anche di altre società e operatori, promette di rivoluzionare la mobilità grazie alla sua compatibilità con qualunque servizio di sharing - pubblico o privato - e con qualsiasi mezzo di trasporto, dalle auto fino ai monopattini elettrici, passando per le moto e le biciclette. Il primo operatore a sfruttare questa nuova tecnologia è Seat Mó, che l'ha implementata nel suo servizio di scooter sharing lanciato a Barcellona lo scorso agosto.

    Il software al centro. La piattaforma, lato utente, può interfacciarsi con un’ampia gamma di applicazioni disponibili per Android e iOS, mentre agli operatori offre un’interfaccia che consente di creare e modificare dashboard, monitorare i dati in tempo reale, analizzare il comportamento degli utenti grazie alla tecnologia IoT. Questo strumento, inoltre, è dotato di un avanzato sistema di geolocalizzazione in grado di monitorare in tempo reale tutti i veicoli collegati e implementa varie funzioni, tra cui la gestione delle aree di parcheggio e dei pagamenti.

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  • Più timori per i contagi, l'auto guida la mobilità

    La paura del contagio avanza (+8%) e condiziona la mobilità, nella quale le persone vedono l’auto sempre di più come uno strumento di protezione. A rivelarlo è l’ultima ricerca di Areté, società di consulenza strategica specializzata nell’automotive che monitora mensilmente i trend degli spostamenti in Italia al tempo del coronavirus: secondo lo studio, col riacutizzarsi della crisi sanitaria ben il 70% degli intervistati sceglie la propria vettura preferendola di gran lunga ai mezzi pubblici (9%) e ad altre soluzioni. Quasi uno su due (46%), oltretutto, si dice pronto a cambiarla approfittando degli incentivi.

    Si cerca una “scossa”. Il timore diffuso finisce per rafforzare i veicoli di mobilità individuale e stimolare il desiderio di un’auto nuova. Infatti, pur apprezzati, i bonus stanziati dal governo per l’acquisto sono stati sfruttati – secondo Areté – solo dal 7% dei consumatori, e anche per questo quasi la metà degli intervistati dichiara di volersene servire nei prossimi mesi. La propensione è forte soprattutto nei confronti di ibride (46%) ed elettriche (11%), mentre risulta marginale l’interesse verso le auto diesel (11%). Gli intervistati vedono nei modelli elettrificati principalmente un’opportunità di risparmio economico (58%), ma una buona percentuale del campione (40%) mette in cima alle ragioni il minor impatto ambientale, a testimonianza di una crescente consapevolezza sul tema delle emissioni.  

    Il finanziamento piace/serve. Mai come oggi le soluzioni per cambiare auto sono varie: si va dal noleggio, preso in considerazione da un intervistato su dieci, all’acquisto “cash” (opzione preferita dal 30%), passando per formule di leasing, che per natura sono riservate a pochi e attraggono solo l’8% del campione. Per necessità o preferenza, la formula più popolare è il finanziamento, al quale punta il 52%.

    Non passa il fascino dell’autosalone. Anche i canali per accaparrarsi un’auto nuova sono vari, eppure il caro, vecchio concessionario sembra resistere: nove utenti su dieci, rivela lo studio, seppur favorevoli ad avviare il processo di acquisto online preferiscono concludere la trattativa nei dealer, eventualmente anche di domenica (74%). Il 66% degli intervistati indica WhatsApp come strumento prediletto per ricevere informazioni dal venditore, specialmente contenuti video e immagini che riguardano le vetture a cui si è interessati. Rimane un servizio apprezzato, infine, il test drive a domicilio (26%), una prassi che la rete delle Case automobilistiche ha sviluppato soprattutto nel periodo del lockdown.

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  • Telecamere dell'Area B di nuovo spente

    A pochi giorni dalla riaccensione, le telecamere dell'Area B di Milano si spengono ancora. Il provvedimento, già anticipato ieri, 21 ottobre, dal sindaco Sala, è stato ufficializzato dall’assessore alla mobilità Marco Granelli.

    Resta l’Area C. L’ordinanza, che entrerà in vigore a partire da domani, venerdì 23 ottobre, prevede una sospensione della zona a traffico limitato più estesa della città meneghina: l’Area C, ristretta al centro, continuerà invece a essere operativa. La decisione è stata presa dal Comune in accordo la Regione Lombardia in considerazione dell’evolversi della situazione epidemiologica e con l’intento di limitare gli assembramenti di passeggeri sui mezzi pubblici.

    Varchi spenti "fino a nuovo provvedimento". “A seguito delle limitazioni agli spostamenti disposte dall'ordinanza del ministro della Salute d'intesa con il presidente della Regione Lombardia – si legge in una nota di Palazzo Marino - e in considerazione dell'evolversi della situazione epidemiologica, con ordinanza contingibile e urgente, il Comune di Milano sospende la zona a traffico limitato Area B”. Una data di ripristino delle restrizioni all’accesso, previste per le categorie di veicoli più inquinanti, non è stata indicata: verrà stabilita in base all’evoluzione della situazione sanitaria nel territorio.

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  • Da Enel X una nuova offerta per la ricarica domestica

    Enel X presenta, in collaborazione con Audi, il pacchetto “Ready for e-tron home”: si tratta di una soluzione pensata esclusivamente per la ricarica domestica tramite wallbox delle Suv elettriche dei Quattro anelli. 

    Una wallbox intelligente. L’offerta dedicata ai possessori della e-tron include il sopralluogo domestico, la consulenza per l’aumento della potenza elettrica dell’impianto di casa, la predisposizione del sistema di ricarica e la wallbox in corrente alternata, chiamata JuiceBox. Quest’ultima, in grado di regolare l’erogazione di energia a seconda del fabbisogno domestico momentaneo, è disponibile in tre diverse configurazioni: 7,4 kW monofase, 11 o 22 kW trifase, con la versione più potente capace di caricare completamente una e-tron in quattro ore. Optando per la versione Pro Cellular del dispositivo, poi, la fase di ricarica può essere gestita anche da remoto grazie a un’app per smartphone. I prezzi partono da 854 euro per la configurazione base da 7,4 kW e da 922 euro per le versioni da 11 e 22 kW. Nella declinazione Pro Cellular, le infrastrutture per la ricarica costano rispettivamente 1.037 e 1.140 euro.

    Una rete capillare. Il provider di energia ha inoltre rinnovato l’impegno nella costruzione di un’infrastruttura di ricarica sul territorio nazionale: Enel prevede infatti di installare altri 28 mila punti di ricarica entro il 2022. La società è anche impegnata, insieme a Volkswagen, Audi e altri Case automobilistiche nel progetto EVA+ (Electric Vehicles Arteries), co-finanziato dalla Commissione Europea, e nella joint-venture Ionity. La prima iniziativa punta a fornire 180 punti di ricarica veloce lungo le tratte extraurbane della Penisola, con i primi 110 già attivi; la seconda ha invece come obbiettivo la creazione e la gestione di un’infrastruttura ultrafast in Italia, con 20 siti che ospiteranno fino a sei colonnine ciascuno. Il progetto può già contare su 12 stazioni attive e si prefigge di ampliare la rete europea di ricarica rapida a 400 stazioni entro la fine del 2020.

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  • I veicoli Cruise per la prima volta su strada senza tester o passeggeri

    La startup Cruise ha ottenuto l'autorizzazione della californiana DMV per avviare i test su strada dei propri veicoli elettrici e a guida autonoma. Le vetture verranno fatte circolare per la prima volta sulle strade di San Francisco completamente prive di passeggeri e, conseguentemente, anche senza conducenti umani di supporto. Si tratta di un passo fondamentale per l'evoluzione del progetto del marchio legato alla General Motors, che potrà così portare nel mondo reale la propria tecnologia.

    Preparando il terreno per la Origin. I test nel traffico della città californiana prenderanno il via alla fine dell'anno: nello specifico, le vetture si troveranno a dover fronteggiare situazioni complesse e imprevedibili senza alcun tipo di ausilio, scenari fino a oggi soltanto simulati o collaudati con il supporto degli operatori. I dati raccolti consentiranno di affinare i software di gestione, che saranno implementati sul primo modello di serie della Cruise, ovvero il veicolo autonomo Origin che debutterà in veste definitiva nel 2022.

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  • Germania, la Fiat 500 entra nel car sharing di BMW e Daimler

    L’alleanza BMW-Daimler di Share Now accoglie una straniera nel car sharing tutto tedesco: è la Fiat 500, da questo mese noleggiabile in cinque grandi città della Germania. Saranno complessivamente 650, distribuite tra Berlino, Colonia Düsseldorf, Francoforte e Monaco gli esemplari del Cinquino disponibili in condivisione, per una quota di circa l’11% dell’intera flotta locale.

    Made in Italy on the road. Parlare di evento storico è ovviamente esagerato ma si tratta, di fatto, della prima volta che l’operatore nato dalla joint venture tra BMW e Mercedes, coinvolgendo anche i marchi Mini e Smart, apre a soggetti “terzi”. L’accordo aveva già trasceso il concetto di rivalità, nello specifico quella tra la Casa di Monaco e quella di Stoccarda, per creare un servizio di mobilità più capillare e redditizio. Ora l’apertura a costruttori non nazionali: “Share Now lavora continuamente per migliorare il proprio servizio – ha detto il ceo della società, Olivier Reppert -. Ed è con questo obiettivo in mente che abbiamo deciso di aprirci verso ulteriori sviluppi del prodotto, introducendo per la prima volta veicoli di terze parti. Con il nuovo modello, rendiamo ancora più attraente la nostra flotta, ampliando la gamma di veicoli che i nostri utenti possono scegliere in base alle loro esigenze”.

    Ha il cambio robotizzato. Con la Fiat 500 salgono a 22 i modelli che si possono affittare attraverso la piattaforma di Share Now. Caratterizzate da una livrea bianca con decal azzurri, le 500 offerte ai cittadini tedeschi hanno il cambio robotizzato Dualogic e sono mosse dal quattro cilindri benzina da 1.2 litri e 69 cavalli. L’equipaggiamento di serie include il navigatore, il cruise control e la compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto del sistema di infotainment. Le tariffe di noleggio sono di 19 centesimi al minuto (fino a un massimo di 200 km), 5,67 euro all’ora (più 19 centesimi al chilometro se si utilizza l’auto tra le due e le sei ore), 19,99 euro al giorno (+19 centesimi al km oltre le 24 ore di usufrutto).  

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  • Pronte le colonnine per la ricarica veloce di nuova generazione

    La italiana Nidec Asi ha consegnato all'Università Federico II di Napoli la prima colonnina Ultra Fast Charger per auto elettriche. L'iniziativa è volta a sperimentare e studiare il sistema in vista di una sua diffusione capillare sul territorio: i ricercatori ne metteranno alla prova sia il funzionamento in varie condizioni sia la compatibilità con i sistemi fotovoltaici, grazie alla presenza di batterie interne da 160 kWh che evitano di dover sempre prelevare energia dalla rete, riducendo quindi il rischio di sovraccarichi.

    Fino a 320 kW per una ricarica di 15 minuti. La colonnina può essere collegata a reti a bassa o media tensione con un fabbisogno di 50 kW ma può fornire fino a 320 kW di potenza. Questo permette di portare all'80% la carica di una vettura elettrica di nuova generazione in meno di 15 minuti, inoltre è possibile collegare veicoli in serie o in parallelo. Le colonnine sono inoltre già predisposte per gestire gli standard Vehicle to Grid (V2G) e Battery Pack to Grid.

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  • Dallo Stato arrivano 137 milioni di euro

    Il governo accelera sul fronte delle piste e delle corsie ciclabili. È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il piano di riparto dei fondi destinati alla progettazione e alla realizzazione di ciclostazioni e all’ampliamento della rete ciclabile, sia in termini di piste, sia di corsie. I fondi, oltre 137 milioni di euro, di cui 51,4 per il 2020 e 85,8 per il 2021, sono riservati alle città metropolitane (30%), ai Comuni capoluogo di città metropolitana (40%), ai Comuni capoluogo di Regione o di provincia con popolazione inferiore a 50 mila abitanti (3%), a quelli con popolazione superiore ai 50.000 abitanti (27%) e a quelli sedi di università (4,2 milioni).

    Tempi strettissimi. Va notato che il finanziamento non è illimitato nel tempo, anzi, pone vincoli stringenti alle amministrazioni locali. In primo luogo entro 15 giorni dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta ufficiale, quindi entro il 25 ottobre prossimo, i Comuni dovranno chiedere al ministero dei Trasporti l’assegnazione delle risorse previste dall’allegato al provvedimento (ed entro i successivi dieci giorni il dicastero di piazza di Porta Pia trasferirà ai comuni già il 50% delle risorse). Non solo: gli interventi dovranno essere realizzati entro 22 mesi dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta ufficiale, quindi entro il 10 agosto 2022. Ed entro due mesi dalla realizzazione e comunque entro il 10 ottobre 2022, dovranno inviare al ministero dei Trasporti la rendicontazione relativa all'intervento finanziato. Il mancato adempimento comporterà la revoca del finanziamento.

    Ecco quanto va alle grandi città. Quanto alla suddivisione delle risorse, l’allegato al decreto specifica, ente per ente, le somme a disposizione. Per qunato riguarda le grandi città, per Roma sono stanziati 7,7 milioni per il 2020 e 9,5 per il 2021; per Milano rispettivamente 2,8 e 4,7 milioni; per Napoli 1,9 e 3,1 milioni; per Torino 1,8 e 3,1 milioni. Sul fronte delle città metropolitane, invece, a Roma vanno, rispettivamente, 1,7 e 2,8 milioni; a Milano 2,1 e 3,5 milioni; a Napoli, 2,4 e 4 milioni; a Torino 1,6 e 2,6 milioni.

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  • I monopattini per le Range Rover Evoque e Discovery Sport

    La divisione italiana della Land Rover ha avviato una collaborazione con la Segway, azienda produttrice di monopattini elettrici. Come risultato di questa partnership, il marchio inglese ha annunciato l’arrivo di una serie speciale per i modelli Range Rover Evoque e Discovery Sport denominata Urban View Segway-Ninebot.

    Un monopattino a bordo. L’edizione, limitata a sole 200 unità in vendita in Italia tra i mesi di ottobre e dicembre del 2020, è pensata per favorire la diffusione della micromobilità elettrica sul territorio nazionale, che sta conoscendo una grande crescita nei mesi successivi all’emergenza coronavirus. Entrando più nel dettaglio, la Land Rover offrirà sul mercato i due modelli – allestiti con tetto panoramico – in abbinamento a un monopattino ripiegabile Segway-Ninebot Max G30. Si tratta di una proposta, questa, volta a integrare la mobilità tradizionale su quattro ruote a quella urbana da ultimo miglio.

    Il modello Max G30. Il Segway-Ninebot Max G30 è equipaggiato con una batteria da 551 Wh che garantisce, secondo il costruttore, fino a 65 km di autonomia per una velocità massima di 25 km/h e un peso di circa 19 kg. Dotato di fanali anteriori e posteriori a Led, nonché di ruote ammortizzanti con pneumatici da 10”, è provvisto anche di un doppio sistema frenante per garantire una maggior stabilità e maneggevolezza.

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  • Strisce blu, tornano le multe

    Non solo Area B, come sembrava in un primo momento. L’autunno riserva amare sorprese per i proprietari di diesel Euro 4, “graziati” in qualche modo dal Covid-19 che aveva messo in secondo piano la lotta all’inquinamento e i blocchi del traffico, e ora invece nuovamente appiedati, ma più in generale a tutti gli automobilisti, dal momento che dal 15 ottobre tornerà in vigore anche la sosta a pagamento sulle strisce blu al di fuori della circonvallazione della filovia 90-91 e nelle zone periferiche, come quelle vicine alle fermate della metropolitana, agli ospedali (San Carlo, San Paolo, Istituto Tumori e Niguarda) a allo stadio di San Siro. Il Comune di Milano ha confermato la decisione di riattivare le telecamere dell’Area B dal prossimo giovedì, nonostante la posizione opposta della regione Lombardia (di concerto con Piemonte, Emilia Romagna e Veneto), che lo scorso agosto aveva preso atto che il lockdown durante l’emergenza Covid-19 ha portato a un sensibile calo delle emissioni. Mentre le regioni del Bacino padano posticipano la messa al bando delle vetture a gasolio meno recenti (la stretta che doveva scattare il 1° ottobre 2020, infatti, slitterà all’11 gennaio 2021, concedendo di fatto tre mesi in più di circolazione), Palazzo Marino riaccende 45 delle 187 telecamere spauracchio ai limiti cittadini di Milano (costate 13 milioni di euro) dopo 8 mesi di sospensione. Dal 15 giugno, a fine lockdown, era già ripreso il pagamento ai varchi dell’Area C (5 euro al giorno), mentre in considerazione del difficile momento post-Covid e delle difficoltà del trasporto pubblico, in questo periodo non era stata riattivata la sosta a pagamento sulle strisce blu al di fuori della circonvallazione.

    I mezzi banditi. L’Area B, che corrisponde quasi all’intero territorio del comune, è off-limits per i veicoli benzina Euro 0 e diesel fino a Euro 4, dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30. "L'area B andrà gestita con flessibilità, visto che entriamo nella stagione termica invernale, che inizia il 15 ottobre, per cui l'inquinamento si alzerà e quindi può aver senso riattivarla” ha detto Giuseppe Sala in occasione della festa della polizia locale. Viste le incertezze sulle prossime misure ed eventuali decreti legati all’andamento della pandemia, il sindaco lascia qualche margine sull'effettiva chiusura della Ztl più estesa. Da alcuni giorni, in ogni caso, i varchi di accesso all'Area B con scritta elettronica variabile avvisano i pendolari della riattivazione delle telecamere e del ritorno alla sosta a pagamento anche fuori dalla circonvallazione.

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  • Realizzato il primo corridoio panamericano per la ricarica elettrica

    Enel X ha installato 220 punti di ricarica Juicebox nell'America Latina creando così un “corridoio” di rifornimento che consente di viaggiare in elettrico dalla Bassa California fino al Sud dell’Argentina, partendo dalla città di Ensenada per arrivare a quella di Ushuaia. L’Electric Pan-American Charging Corridor tocca in tutto 11 Paesi: Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama e Perù.

    Un “grand tour” di ricariche. “Abbiamo accettato la sfida della realizzazione di una rete di punti di ricarica utilizzando la nostra tecnologia JuiceBox e di inviare i nostri equipaggi nelle località più remote dell'America Latina” ha detto Francesco Venturini, ad di Enel X. 196 di questi punti di ricarica sono mappati e visibili su JuicePass, l’app che permette di accedere a punti di ricarica privati e pubblici compatibili con il servizio della società del gruppo Enel. Alcuni sono localizzati in posti iconici dell’America del Sud: quello di Ushuaia rappresenta la stazione di ricarica più a sud del mondo. Altri si trovano a Calafate, vicino al ghiacciaio Perito Moreno, a Caviahue, località nei pressi di un vulcano attivo, a Torres del Paine (Cile), sede di un parco nazionale e a San Pedro de Atacama (ancora in cile), una città situata vicino a un lago salato nel cuore del deserto. La rete infrastrutturale passa anche da Palacio de Sail in Bolivia, dall'antica città Inca di Cuzco (Perù) e sulla strada per Machu Picchu.

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  • Svelato il furgone elettrico per le consegne realizzato con la Rivian - VIDEO

    Amazon presenta oggi il suo primo veicolo elettrico, progettato e sviluppato in parternship con la Rivian. Dal 2022, il colosso dell’e-commerce impiegherà 10.000 veicoli elettrici personalizzati per effettuare le consegne ai clienti in tutto il mondo. Entro il 2030 la flotta sarà composta da 100 mila van.

    Pensato in tandem. “Abbiamo unito la tecnologia di Rivian con la nostra conoscenza logistica, e questo è il risultato: il futuro delle consegne dell’ultimo miglio” ha detto Ross Rachey, direttore della flotta mondiale di Amazon. Quello appena presentato “non è semplicemente elettrico - ha commentato RJ Scaringe, amministratore delegato di Rivian -. Abbiamo dato assoluta priorità alla sicurezza e alla funzionalità per creare un veicolo che sia perfetto per effettuare le consegne”.

    Soluzioni ad hoc. Tradotti in pratica, questi principi hanno portato ad un allestimento del furgone che prevede un parabrezza estremamente ampio, un sistema di telecamere all’esterno del veicolo, collegate a un display nell’abitacolo, che consente al guidatore una visuale esterna di 360° e un’integrazione con l’assistente vocale Alexa che permette al fattorino di interagire più facilmente con il software di navigazione. Inoltre, lo sportello lato guida è stato rinforzato, per una maggiore protezione, lo spazio interno all’abitacolo ampliato, per facilitare gli spostamenti dell’occupante e, nel vano, è stata montata una scaffalatura a tre piani accessibile tramite una porta stagna.

    Una rete “carbon free” entro il 2040. "Speriamo che questo e-van contribuisca a creare un senso di urgenza nel settore e spinga gli operatori a pensare in grande, adottando tecnologie e soluzioni sostenibili, sia che si tratti di un’impresa attiva nel servizio di consegna, di una società di logistica, di un produttore di gelati o di una quasi chiunque altra azienda si serva di veicoli in circolazione", ha aggiunto Rachey. La collaborazione tra Amazon e Rivian nasce nell’ambito di un impegno da parte dell’azienda guidata da Jeff Bezos di azzerare le emissioni di CO2 nella propria rete logistica entro il 2040.

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  • Per una persona su due l'uso sarà integrato con l'auto

    Spesso viste in contrapposizione, la mobilità dolce e quella tradizionale sembrano invece tendere, in Italia, a una convivenza: lo dice uno studio dell'Osservatorio Sara Assicurazioni, secondo il quale almeno un italiano su due (50%) vede, nel prossimo futuro, un uso di monopattini e e-bike il più possibile integrato con l'auto, con la chance di alternare i due mezzi a seconda delle necessità e delle occasioni.

    C’è uno spirito “green”. Le ragioni a supporto di questa visione “ibrida” sono di vario genere, e non manca, all’interno del campione sondato, un certo interesse verso la sostenibilità (55%). Stando alle statistiche anzi, il tema ambientale viene prima delle opportunità di risparmio (26%) e della praticità (14%): il grosso degli intervistati (71%) apprezza la riduzione dei consumi generata da questo approccio, oltre al fatto che comporterebbe una diminuzione del traffico (37%) e dell'inquinamento acustico (26%). Il mezzo di mobilità dolce prediletto sono le bici a pedalata assistita (47%), poi i monopattini elettrici (19%) mentre rimangono per pochi overboard e i monoruota, fermi al 3% delle preferenze. Il più degli interessati all’acquisto (52%), vorrebbe anche poterli dotare di accessori che ne aumentino la sicurezza (frecce segnaletiche, specchietti e antifurti), l’autonomia (batterie di scorta) o la praticità (ganci e borse portaoggetti).

    Desiderio di maggiore tutela. Il tema della sicurezza non si pone però soltanto sulla proprietà del veicolo, ma anche nell’utilizzo. Dall’indagine, infatti, emerge una certa preoccupazione per alcuni comportamenti pericolosi (e vietati dal Codice) diffusi tra gli utenti della cosiddetta nuova mobilità, come il circolare fuori dai percorsi dedicati (in particolare sui marciapiedi), il trasportare passeggeri (47%), le distrazioni (26%) e il mancato uso di casco e luci (25%). Si teme soprattutto di incorrere in infortuni (65%), ma anche di arrecare danni a terzi o a oggetti, come le auto parcheggiate (61%), nonché le conseguenze in termini di burocrazia e spese legali in caso di sinistro (14%). Uno scenario migliorabile, secondo più di un intervistato su due (54%), accrescendo l’educazione stradale, ma anche offrendo coperture assicurative che includano la responsabilità civile (44%) e implementando interventi (21%) volti a rendere il contesto urbano più a misura di mezzi leggeri.

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  • Il coronavirus spinge all'utilizzo dell'auto privata

    Dopo il coronavirus, più di una persona su due (56,7%), soprattutto se donna (61,8%), sceglie di spostarsi in auto, principalmente perché la ritiene il mezzo più scuro (66,6%). A fotografare questo trend della mobilità è uno studio dell’Osservatorio Mobilità e Sicurezza di Continental - realizzato sulla base delle indagini di Euromedia Research e di Ernst&Young - che allo stesso tempo ridimensiona la nuova mobilità, salita alla ribalta grazie agli incentivi: secondo i risultati, infatti, biciclette, monoruota e monopattini sono il mezzo di trasporto scelto solo dal 3,4% degli intervistati, per lo più residenti nelle grandi città.

    Un rifugio per gli over 65. Come la pandemia abbia inciso sui comportamenti della gente lo si evince dai numeri della ricerca: rispetto al 2019, il dato sull’uso dell’auto privata è cresciuto del 22,5%. E andandolo ad “esplorare”, si scopre che ad avere modificato maggiormente le proprie abitudini sono gli over 65 (il 65%), ovvero le categorie per natura più esposte al virus. I timori del contagio hanno poi sensibilmente ridotto, ma non cancellato, il ricorso ai mezzi pubblici, che nonostante tutto continuano a essere utilizzati da due quinti del campione (22,7%), ma solo il 2,7% si sente sereno negli spostamenti “in comitiva”.

    Si teme per la salute. In generale, per almeno tre persone su dieci (34,3%) le abitudini di mobilità sono cambiate. Principalmente per paura (60%): di utilizzare i mezzi pubblici (39,2%) o degli assembramenti che si possono creare sui treni (11,4%) o semplicemente di uscire di casa (10%); per altri (31,2%), invece, a fronte di cause di forza maggiore, spesso connesse al lavoro (smartworking). E agli usi dei tempi pre-Covid non si tornerà in tempi brevi: infatti, l'83,2% degli intervistati dichiara di voler mantenere, almeno per l'autunno e l'inverno, le nuove abitudini di spostamento, e il 70% anche oltre, quando i contagi si azzereranno e arriverà il vaccino.

    L’auto serve, ma non tutti possono cambiarla. A fronte di queste esigenze, un intervistato su tre (32,8%) si dichiara disponibile ad acquistare un nuovo veicolo. Avendo la possibilità di scegliere, il 20,5% punterebbe a un’ibrida, il 19,5% a un’elettrica (in particolare la fascia d’età compresa tra i 25 e i 44 anni), il 17,8% vorrebbe una plug-in, mentre il 15,2%, soprattutto sotto i 25 anni, resterebbe sul tradizionale, scegliendo un’auto a benzina. Chi non è propenso a cambiare adduce principalmente ragioni economiche (32,6%) o non ne ha l’esigenza (31,4%), mentre 6,6% ritiene inadeguati gli incentivi e il 5,7% patisce l’incertezza sull’occupazione. In caso di nuovi contributi statali, però, gli intervistati che prenderebbero in considerazione l'ipotesi di cambiare auto salgono al 64,5%.

    Il tema della sicurezza alla guida. Pur considerando l’automobile come una forma di tutela della propria salute, secondo l’osservatorio di Continental gli utenti si sentono oggi un po’ meno sicuri al volante di prima: è il 75% a definirsi convinto delle proprie capacità, un dato in calo (-12%) rispetto all’anno precedente. Tra i meno tranquilli troviamo gli over 65, ovvero gli stessi che nell’emergenza Covid-19 hanno ripreso a guidare le vetture personali per evitare i mezzi pubblici o quelli in sharing. L’elemento più importante al fine della sicurezza stradale, invece, viene sempre ricondotto alla figura del guidatore (48,8%). Seguono poi i freni (10,2%), i sensori e i sistemi di guida assistita (8,8%, menzionati in particolare dai motociclisti), le cinture di sicurezza (8,1%) e gli pneumatici (6,7%).

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  • Prenotati 448 veicoli "green" con gli incentivi del Comune: proposto il rifinanziamento

    Sono in tutto 448 i nuovi veicoli a basso impatto ambientale acquistati o prenotati grazie agli incentivi stanziati dal Comune di Milano per il ricambio il parco auto e moto circolante in città. Il bando, che prevedeva un plafond di un milione di euro destinato ai privati cittadini residenti, era stato emesso nel luglio scorso, ma la domanda è ancora alta (oltre 2.700 domande in attesa), e perciò Palazzo Marino proporrà un rifinanziamento da 7,5 milioni euro.

    Dalle bici alle auto, anche benzina Euro 6. I contributi, erogati anche senza rottamazione e cumulabili agli incentivi statali, supportano l’acquisto di svariate tipologie di veicoli: scooter elettrici, bici a pedalata assistita, auto elettriche, ibride, bifuel (sia a gpl che a metano) ma anche benzina Euro 6.  Sono 302 quelli ordinati dai privati cittadini con l’aiuto del milione di euro di incentivi, prevalentemente e-bike (134) e automobili (106). Seguono gli scooter elettrici (51) e le cargo-bike (11), stando alle statistiche delle richieste già esaminate e approvate. Dalle imprese sono invece giunte richieste per 146 veicoli.

    Aumentano le risorse. L’amministrazione ha così deciso di rifinanziare il bando indirizzato ai privati con ulteriori sette milioni e mezzo di euro, richiedendo al Consiglio comunale una variazione di bilancio in conto capitale che si aggiunge al contributo di un milione già messo a disposizione per i privati e di cinque milioni per le imprese: il totale dei fondi salirebbe così a 13,5 milioni di euro. La proposta sarà sottoposta al Consiglio nei prossimi giorni.

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  • Uno sguardo sul pendolarismo del futuro tra connettività e nuove tecnologie

    La Ericsson, multinazionale svedese delle telecomunicazioni, ha realizzato tramite il proprio osservatorio ConsumerLab una ricerca sulla mobilità dei pendolari nei contesti urbani a livello mondiale. In particolare, lo studio ha indagato il comportamento, le aspettative post-pandemia e la visione dei commuter sul futuro dell’esperienza del pendolarismo, con particolare attenzione al ruolo della tecnologia. Quest’ultima, intesa soprattutto come potenziale di connettività mobile, gioca un ruolo fondamentale, che sarà ancor più decisivo in futuro, quando i trasporti, come molti pendolari ritengono, sarà interessato forti cambiamenti nella mobilità, guida autonoma compresa.

    L’importante è “muoversi bene”. L’80% degli intervistati afferma che, dopo la crisi, probabilmente tornerà alla vita da pendolare, ma solo uno su quattro vuole tornare a percorrere il solito tragitto giornaliero. La stessa percentuale sarebbe perfino disposta ad allungare il viaggio - che nella maggior parte dei casi supera i 45 minuti – di altri 20 minuti pur di migliorarne l’esperienza. Ciò significa, per i pendolari più “esperti, i cosiddetti “savvy commuters”, disporre di informazioni in tempo reale che permettano di schivare imprevisti, evitare affollamenti e congestioni, insomma pianificare meglio gli spostamenti. Sono gli stessi che difficilmente nei viaggi si staccano dal proprio telefonino (lo usa sempre il 65% contro il 47% degli altri intervistati) e che dispongono di connessioni a internet veloci (85%), con tecnologia 4G o 5G.

    Più connesso, più sicuro. Per chi si sposta in automobile, la connettività è oltremodo centrale in quanto attiene alla sicurezza. Nella ricerca di soluzioni che riducano lo stress delle situazioni più impegnative, oltre la metà degli intervistati (58%) si dichiara fortemente interessata alle funzionalità avanzate di guida assistita supportate dalla connettività. Si ritiene importante, per esempio, avere accesso alle informazioni raccolte dai veicoli e dai sensori sui possibili pericoli, e quindi che venga potenziata, attraverso connessioni più veloci, la comunicazione tra le auto (Car-to-car) e quella tra le vetture e le infrastrutture (Car-to-X). Infrastrutture che, per un terzo del campione, anno dopo anno risultano sempre più inadeguate.

    Le prospettive dell’auto privata. Trattandosi di un sondaggio globale, sono emerse anche delle differenze sulla visione delle tendenze del pendolarismo nel futuro. A Bangkok, Shanghai e Los Angeles, per esempio, prevedono una diminuzione dell’uso delle auto private, mentre a Tokyo, Singapore e Stoccolma si punta su un utilizzo più intensivo dei mezzi di trasporto personali. Nelle capitali di Svezia e Giappone, i commuter sono più scettici sulle prospettive dei veicoli autonomi: solo due intervistati su cinque, infatti, ritiene che questi rivoluzioneranno completamente l’esperienza di trasporto nei prossimi dieci anni, mentre in altre delle città interessate dalla ricerca (17 metropoli in tutto) la statistica è di tre su cinque.

    Aspetto il… (robo)taxi. In generale, il report della Ericsson vede i pendolari concordi nel pronosticare, da qui ai prossimi cinque o dieci anni, un sensibile calo degli spostamenti effettuati con auto personali (dall’attuale 55% al 32%): i più ottimisti vorrebbero possedere veicoli a guida autonoma (13%) oppure si aspetta di utilizzare robotaxi o minibus autonomi (15%). Automatizzata oppure no, per più di un quarto del campione la mobilità condivisa sarà utilizzata da un’ampia porzione della popolazione: l’ennesimo fattore di una rivoluzione che i commuter vedono trainata dalle nuove realtà dell’automotive (35%), seguite dai big dell’informatica, piuttosto che dalle case automobilistiche tradizionali.

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  • L’associazione di dealer e officine presenta una linea di bici elettriche

    AsConAuto, l’Associazione Consorzi Concessionari Auto, entra nel mondo della mobilità dolce proponendo una sua gamma di biciclette a pedalata assistita. Progettate pensando alla filiera italiana dell’autoriparazione come possibile alternativa ai mezzi di cortesia offerti ai clienti, saranno in vendita al termine di questo mese e potranno sfruttare il bonus Mobilità, il cui portale per il rimborso del 60% del prezzo d’acquisto o per l’erogazione di un voucher di pari entità sarà online dal 4 novembre.

    Le caratteristiche. Tutte e tre le AscoBike proposte, battezzate Filiberto, Spartaco e Cucciolo, pesano circa 25 kg e sono dotate di motore brushless della potenza di 250 Watt e batteria al litio che, secondo l’associazione, aiuterà questi mezzi a percorrere fino a 70 km con una ricarica. Sempre secondo l’AsConAuto, l’autonomia potrà essere ripristinata in non più di tre ore, collegando gli accumulatori a una normale presa domestica.

    I modelli. Entrando nello specifico, il modello Filiberto presenta un telaio d’impostazione classica, da passeggio, con scavalco basso, linea vintage e cambio a sette rapporti. La Spartaco è invece una mountain bike, con sospensioni anteriori e freni a disco. Questi ultimi sono presenti anche sulla folding bike Cucciolo, dotata di ruote di piccolo diametro e, in quanto pieghevole, trasportabile nel bagagliaio di molti modelli di auto e sui mezzi pubblici. Tutte di colore arancio, queste bici saranno offerte rispettivamente a 1.470, 1.568 e 1.627 euro e possono quindi accedere all’incentivo massimo di 500 euro erogato dal ministero dell’Ambiente.

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  • Arriva sul mercato il monopattino elettrico eScooter

    La strategia di elettrificazione della Mercedes-Benz passa anche per i veicoli da ultimo miglio. È il caso del monopattino a zero emissioni denominato eScooter, recentemente lanciato sul mercato dalla Casa tedesca con la collaborazione della Micro Mobility Systems AG, società svizzera specializzata in micromobilità.

    Motore elettrico da 280 Wh. Il veicolo è stato concepito per garantire la massima praticità e longevità: il meccanismo di piegatura che lo caratterizza (azionabile con una pressione del piede) permette di trasportarlo nel bagagliaio di un auto o a bordo di un mezzo pubblico e, secondo le previsioni del costruttore, la qualità dei materiali dovrebbe consentire percorrenze complessive superiori ai cinquemila chilometri. Il motore elettrico ha una potenza massima di 500 W e un accumulatore da 280 Wh, ricaricabile in circa tre ore e mezza con una presa domestica standard, può accelerare fino a 20 km/h e offre un’autonomia di circa 25 km. A proposito delle batterie, la Mercedes-Benz prevede di introdurre una docking station nel bagagliaio delle sue auto per consentire la ricarica del monopattino durante il viaggio.

    Connesso. L’eScooter pesa circa 13,5 kg ed è caratterizzato da un pianale con rivestimento antiscivolo, ruote di gomma del diametro di 20 cm e sospensioni anteriori e posteriori. Sul piano estetico, è disponibile con la verniciatura nera e i loghi dei due brand sul telaio e sul manubrio. Può essere regolato in base all’altezza del conducente e dotato di un display che mostra la velocità, il livello della batteria e la modalità di guida impostata. Il monopattino presenta due freni, uno a tamburo e uno a pedale, oltre a luci anteriori e posteriori. Inoltre, può essere connesso allo smartphone (fissabile sul manubrio) tramite l’app Micro e via Bluetooth: l’applicazione consente di visionare ulteriori informazioni, come il sistema di navigazione, e di gestire direttamente alcune funzioni come le luci o la modalità di guida.

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    Cos’è CI.TE.MO.S.

    CI.TE.MO.S., manifestazione nazionale che affronta il tema della sostenibilità coniugata alla mobilità sorretta dalle nuove tecnologie, robotica in testa, che sono l’energia propulsiva della nostra era.

    Idee possibili per una nuova mobilità che migliorino la qualità della vita in un sistema nel quale l’attenzione all’ambiente diviene centrale.

    CI.TE.MO.S. è l’evento che, unico nel nostro Paese, raccoglie istanze, progetti e idee sui grandi temi che impongono ad amministratori pubblici, esperti, manager e politici un massiccio impegno per salvaguardare il futuro delle nuove generazioni, individuando nuove modalità di produzione, sistemi creativi di condivisione e fruizione dei servizi pubblici, dai trasporti all’assistenza, il ridisegno architettonico delle metropoli.

    Nelle città la mobilità ha nuovi protagonisti: le biciclette con le loro piste, le auto e le moto elettriche alla ricerca di colonnine per la ricarica, i monopattini in attesa di regolamentazione, i pedoni che si difendono nel traffico dei marciapiedi. Un sistema in continua rapidissima evoluzione gestito, controllato, sviluppato dalla Rete.

    Ma nella mobilità così come nella ricerca, nella produzione industriale, nella finanza, quanto questi mutamenti hanno, oltre il fascino dell’innovazione estrema, anche il pregio della sostenibilità?

    A questo quesito cercheranno di rispondere gli esperti invitati a CI.TE.MO.S., moderati da giornalisti dei maggiori quotidiani italiani.

    Rassegna stampa edizione 2019

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